Le emozioni cosa sono e come gestirle

le emozioni

Le emozioni cosa sono e come gestirle, facendo una sintesi tra la psicologia e la meditazione

Indicate come risposte psicofisiologiche agli stimoli ambientali, ovvero come risposte che il corpo e la psiche danno alle richieste che ricevi momento dopo momento.

Per parlare di emozioni bisogna tuttavia distinguere tra vari aspetti come

emozioni primarie e secondarie, sentimenti e stadi d’animo. Tutti sembrano sinonimi, in realtà in ambito psicologico rivestono significati e comportamenti differenti, vediamoli insieme.

 

Emozioni primarie

Individuate dagli studi di Paul Ekman, racchiudono quelle risposte psicofisiologiche istintive e transculturali che condividiamo con gli animali più evoluti e sono:

felicità, rabbia, paura, disgusto, tristezza, sorpresa o interesse.

Emergono immediatamente e hanno la finalità di spingerci all’azione.

 

Emozioni secondarie

Proposte dal lavoro di Lewis sono espressioni che emergono solo successivamente nello sviluppo del bambino, allorché nasca l’autoconsapevolezza, ovvero la capacità di essere cosciente di sé e della propria immagine.

Alcune possono essere: vergogna, senso di colpa, invidia, rimpianto, etc.

 

 

Sentimenti

Sono correlate alle emozioni, ma implicano la coscienza dell’emozione che si sta provando, quindi sono la riflessione immediatamente successiva all’emozione provata.

Se stiamo guidando e un oggetto ci attraversa la strada, abbiamo istintivamente una reazione e solo successivamente veniamo a sperimentare la paura e la consapevolezza del rischio corso.

Mentre le esperienze precedenti sembrano essere gestite dalle aree antiche del cervello come tronco encefalico e sistema limbico, queste vengono mediate dalla corteccia, la parte più recente del cervello e propria solo dei primati.

 

Stati d’animo

Questi vengono definiti come degli tratti emotivi stabili del proprio temperamento e della propria personalità. Si correlano al pacchetto ormonale con cui siamo venuti al mondo, a quello che abbiamo sviluppato nel corso del tempo e alle nostre risposte agli stimoli ambientali ricevuti durante tutta la nostra vita.

Potremo vederle come i colori stabili della nostra vita emotiva.

 

Come gestirle tutte

emozioni

 

L’aspetto più importante è riuscire a creare degli stati d’animo positivi per la propria vita.

Per farlo è necessario attivarsi sia cognitivamente, sia fisiologicamente per poter comprendere e esprimere le emozioni più funzionali ai propri valori.

Ci sono molte teorie a riguardo (six seconds, ruler, etc), per quanto mi riguarda ritengo che l’aspetto più significativo nella gestione emozionale sia riuscire a darsi il tempo di esprimere tutte le emozioni, senza reprimerle o venirne travolti;  questa abilità ci da la possibilità di avere una visione maggiormente positiva anche di se stessi, rafforzando il circolo virtuoso di stati d’animo positivi e dell’autostima funzionale.

 

Le emozioni secondo gli approcci meditativi

Anche le varie correnti meditative hanno approcci differenti alle emozioni.

In quelle apollinee (zen, buddhismo, etc) le emozioni vanno osservate e sarebbe buono per la pratica non identificarsi con esse, richiamando il concetto di coscienza osservante non identificata.

Mentre ad esempio nelle tradizioni più dionisiache (sufismo e bhakti yoga ad esempio), le emozioni vengono portate al parossismo per poter accedere ad altri stati di coscienza come l’unione mistica e la fede devozionale.

 

Come si sintetizzano tutti questi punti di vista

 Mappa PNEI estratto

Comprendendo le varie differenze culturali dei diversi orientamenti, ci riferiamo alla scienza come indicazione da seguire.

Quindi aver consapevolezza delle emozioni sperimentate e riuscire a gestire i sentimenti in maniera assertiva e funzionale, andando a creare stati d’animo positivi per sé rimane il nostro obiettivo.

Per renderlo possibile, nei vent’anni di studio e pratica sono arrivato alla conclusione che sia necessario differenziare le pratiche in base alle caratteristiche di personalità, molto legate al temperamento (il pacchetto inziale con cui veniamo al mondo) e agli aspetti neurofisiologici personali.

Ho trovato supporto nella teoria delle NeuroPersonalità ipotizzata dal Prof. Montecucco, come appare dall’immagine estratta dalla più complessa Mappa Psicosomatica PNEI.

Ritengo che personalità maggiormente adrenaliniche e testosteroniche, connotate da forza e aggressitivà, possano giovarsi di pratiche osservanti come vipassana e mindfulness.

Invece strutture più ossitociniche ed endorfiniche che prediligono il ragionamento o la cura, possano allenarsi con tecniche più espressive come quelle attive di Osho (dinamica, kundalini) e sociali.

 

La tecnica per gestire le emozioni

Ho creato una tecnica in cui sperimentare 5 fasi che vanno a rispondere a tutti questi stimoli:

  1. Scioglimento corporeo 10 min
  2. Espirazione catartica 10 min
  3. Espressione emotiva 10 min
  4. Libertà emotiva – Disidentificazione 15 min
  5. Abbandono 15 min

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