Misura il tuo livello di stress in 1 minuto, attraverso il tono vagale

 

Il nervo vago

Il nervo vago è il decimo delle dodici paia di nervi cranici che partono dal tronco encefalico.  Fornisce fibre parasimpatiche a tutti gli organi. E’ responsabile della frequenza cardiaca, della peristalsi gastrointestinale, della sudorazione e di alcuni movimenti della bocca, inclusi i muscoli della fonazione e della respirazione. Ci permette di reagire in modo adeguato in situazioni di stress e pericolo.

 

Il suo ruolo

Sempre più ricerche dimostrano che attraverso le corrette abitudini di vita, comportamenti e atteggiamenti mentali è possibile creare dei feedback retroattivi tramite i quali stimolare e rinforzare il nervo vago. I sistemi più noti riguardano la respirazione e la meditazione, oltre che altri, che elenchiamo di seguito.

Il nervo vago svolge un ruolo cruciale nel passaggio dal sistema nervoso simpatico (che ci attiva per affrontare i momenti di stress, pericolo e difficoltà) al sistema nervoso parasimpatico (che ci permette di ritornare in fisiologia, rilassarci e recuperare). Quando le reazioni emotive sono inadeguate, eccessive rispetto alla situazione che si sta vivendo e consapevolmente irrazionali, il nervo vago non sta svolgendo la sua funzione in modo corretto.

 

I rischi di un tono vagale basso

Alcune persone hanno un nervo vago più forte, che permette loro di rilassarsi più velocemente dopo uno stress, regolare in modo più efficace il battito cardiaco e il livello di glucosio nel sangue, interagire correttamente con il sistema immunitario per ridurre lo stato infiammatorio quando non è più necessario.

 

MISURA IL TUO LIVELLO DI STRESS IN 1 MINUTO

Un indicatore utile per verificare lo stato di salute del nervo vago è noto come coerenza cardiaca. Si tratta di un leggero incremento del battito cardiaco quando inspiriamo (per velocizzare il flusso di sangue ossigenato) e un leggero rallentamento quando espiriamo. Maggiore è la differenza tra il ritmo cardiaco in inspirazione e quello in espirazione, maggiore è il tono vagale.

Un tono vagale alto è correlato con alti livelli di benessere psicofisico, mentre un basso tono vagale è correlato con stati di infiammazione cronica, umore ed emozioni negative, isolamento e può predisporre all’infarto miocardico.

Un tono vagale alto è associato anche con maggiori abilità sociali e psicologiche, migliore capacità di provare empatia a superiore capacita di memorizzazione e concentrazione.

 

Modi per supportare e potenziare il nervo vago

Ci sono numerose ricerche che dimostrano che esiste un tono vagale geneticamente predeterminato; tuttavia ci sono certi stili di vita e comportamenti che risultano ancora più rilevanti di questa eredità genetica nel determinare il tono vagale effettivo di una persona.

 

1. PLASTICITA’, CONSAPEVOLEZZA E CONNESSIONI NEURALI

Una maggior consapevolezza e attenzione rispetto ai propri stati interni (dalla tensione muscolare, alla fame, fino al piacere di un cioccolatino), ed esterni (dalla percezione del proprio corpo nello spazio, alla  rotazione di un arto, fino alla sensibilità rispetto alla luminosità di uno schermo) permette di sviluppare plasticità neurale, migliora l’auto-regolazione e la risposta del nervo vago.

 

2. MOVIMENTO (fisiologico e coordinato)

L’attività fisica mediamente intensa stimola efficacemente il nervo vago. Per “mediamente intensa” intendiamo quando si attua uno sforzo appena al di sopra delle nostre potenzialità. Uno sforzo troppo intenso blocca il nervo vago. Le attività ideali sono la camminata veloce o la corsa leggera (rispetto al proprio stato fisico), oppure lo Yoga il Tai Chi e altre discipline orientali che tengono in alta considerazione la fisiologia del corpo umano e la fisiologia dei movimenti. Inoltre i movimenti che richiedono un livello di coordinazione piuttosto complessa stimolano efficacemente il nervo vago.

 

3. MUSICOTERAPIA

La musicoterapia è un principio organizzatore che spiega come la musica, specialmente quando espressa come musicoterapia, attivi i meccanismi neurali che integrano i muscoli facciali e gli stati viscerali e, quindi, promuova stati affettivi di recupero e comportamento pro sociale.

 

4. RESPIRAZIONE

Il primo modo per agire sul tono vagale è direttamente collegato alla sua funzione di regolazione del respiro e della variabilità cardiaca. Una respirazione lenta e profonda, che coinvolga primariamente il movimento del diaframma è fondamentale. Inoltre è importante fare in modo che l’espirazione sia più lunga dell’inspirazione e avvenga per svuotamento, non come movimento attivo.

 

Bibliografia:

Porges S. (2011). La teoria polivagale. Fioriti Editore